STEVE MORELLI 

Porno e Serietà

di Denis Zanette

(Steve Morelli con il premio miglior film per “La natura delle donne”,2010)

SCHEDA BIOGRAFICA

Il cinema “porno” nasce come fenomeno underground e viene “sdoganato” solo nel 1979, con la roboante uscita nelle sale del film Gola Profonda (Deep Throat) diretto da Gerard Damiano, con la iconica Linda Lovelace, per poi avere il suo ultimo exploit grazie alla commercializzazione dell’home-video negli anni ‘80 e ’90 e a degli autentici e coraggiosi “pirati” del settore. 

A mio avviso uno dei massimi esponenti di questo genere in Italia è Vincenzo Gallo, in arte Steve Morelli, che ha saputo tramutare questa passione in lavoro, secondo i dettami dell’onestà e della serietà professionale, spesso difficilmente riscontrabili nell’insidioso “mondo a luci rosse”.

Vincenzo Gallo nasce a Taranto nel 1949 e da giovanissimo si trasferì con la famiglia a Torino. Iniziò la sua carriera lavorativa dapprima come impiegato in una agenzia di noleggio cinematografico e poi alla Fiat. Dopo pochi mesi di lavoro si licenzia e decide di fondare assieme ad un amico la casa di distribuzione cinematografica regionale RCT. Inizia a questo punto la sua poliedrica attività cinematografica, attiva per più di cinquant'anni. È stato attore, sceneggiatore, maschera, cassiere, proiezionista di cabina, esercente cinematografico, direttore di produzione, organizzatore di produzione, assistente al montaggio, montatore, co-produttore, produttore esecutivo, fonico e aiuto regista. Dopo un sodalizio con il leggendario Joe D'Amato, esordì alla regia con “A colpi di tette”, “Cuoio rovente” e “La bambola di carne”, tutti firmati con lo pseudonimo di Arthur Grimaldi. 

Buongiorno Vincenzo. Come hai iniziato la tua carriera di regista? Hai sempre svolto solamente questa professione? Parlaci un po’ di te.


SM. Per quanto riguarda il lavoro, credo che sia tutto ben esposto nella breve scheda biografica di cui sopra, l’unica cosa assente è l’amore per il cinema, un amore che il nonno materno mi ha trasmesso, portandomi fin da piccolo a vedere i film di Humphrey Bogart, Clark Gable, Spencer Tracy, Totò… Ancora oggi ricordo con piacere e commozione quelle giornate, perse nel passato. 



All'anagrafe il tuo nome è Vincenzo Gallo. Nella tua carriera artistica hai adottato vari nomi d'arte: Arthur Grimaldi, Vincent Rooster, Enzo Gallo, Steve Morelli, Lorena Trevi, Vincenzo D'Amore, Enzo Lago, Renzo Tramaglini, Vincent Tarantino e Vincent Van Gaal. Come sono nati tutti questi pseudonimi e perché?


SM. Uno degli pseudonimi che ho utilizzato più spesso è stato Steve Morelli. Ora vi spiego come è nata l'idea. Dopo aver terminato il montaggio del film “Whore’s heart-Cuore di puttana”, mandai una Vhs a un distributore americano. Poco tempo dopo mi arrivò un fax con il quale il distributore mi comunicava che era interessato all’acquisto del film solamente se avessi cambiato il mio nome d'arte, Vincent Rooster, con uno pseudonimo italianizzante, poiché secondo lui, avrebbe reso di più. Un giorno, mentre mi recavo come di consuetudine in ufficio, passai davanti alla vetrina di un grande negozio di arredamento che recava l'insegna “Morelli”. Ebbi un flash e decisi di adottare quel cognome come nome d'arte per i miei film, e così fu. Dopo aver ceduto i diritti di “Whore’s heart-Cuore di Puttana” anche per la distribuzione in Italia, decisi di conoscere di persona l'imprenditore di quell’azienda che mi aveva ispirato, il Morelli originale. Confessandogli l'accaduto pensai che l'avrebbe presa male, ma per fortuna la realtà andò diversamente e diventammo ottimi amici. Per quanto riguarda gli altri nomi d’arte, li ho scelti per diversificare i titoli di testa in quei film in cui mi occupavo anche della sceneggiatura. Per esempio ho utilizzato Enzo Lago solo per i film “Gonzo”; Vincenzo D’Amore per le sceneggiature per il cinema “tradizionale”; Renzo Tramaglini come attore nei film “normali”; Lorena Trevi, un pseudonimo femminile, in un solo film, poiché il regista iniziale abbandonò le riprese; Vincent Rooster, Arthur Grimaldi, Vincenzo D'Amore come sceneggiatore o avente diritto delle musiche; Vincent Tarantino solo in due film, mentre Vincent Van Gaal purtroppo non l’ho mai usato poiché il progetto è rimasto incompiuto.



Hai avuto la straordinaria possibilità di lavorare con Aristide Massaccesi alias Joe D'Amato. Com’è stata quell'esperienza? Raccontaci.


SM. Nel 1973, dopo essermi licenziato dalla Fiat, fondai a Torino una casa di distribuzione cinematografica regionale e qualche tempo dopo ebbi la fortuna di avere in catalogo tra i vari titoli da distribuire “Gola profonda” capolavoro del regista Gerard Damiano, che ebbe un immenso successo nei primi quattro giorni di programmazione, per poi essere sequestrato dal tribunale per “oscenità”. Io ero uno dei gestori di alcuni cinema di Torino e Joe D’Amato mi contattò per poter distribuire al meglio i suoi film hard. Così andai a Roma a trovarlo e tra noi si instaurò subito una profonda amicizia. Nell’aprile del 1984, per svariati motivi, mi trasferii a Roma e lui fu la prima persona che andai a trovare. Inizialmente feci un po’ di esperienza sul set come aiuto regista e direttore di produzione assieme a Luca Damiano, che già conoscevo, avendo distribuito in Piemonte molti dei suoi film. Fatto sta che dopo qualche mese iniziai a lavorare nelle produzioni dell’amico Joe fino al 1993. Erano tempi duri per il settore del cinema a luci rosse.


Come ti sei avvicinato al cinema per adulti? È stato un approccio casuale o voluto?


SM. Dopo aver acquisito la gestione di due sale di prima visione a Torino, una a Ivrea, più altre sale nella periferia torinese, io e il mio socio ci rendemmo conto che la concorrenza era troppo forte, così ci restavano solo film di scarso successo commerciale. Il mercato non era più lo stesso e così decidemmo per un breve periodo di ripiegare sulle riedizioni estive di film cult come “Per un pugno di dollari”, che ebbe grande successo, ma anche in questo modo c’erano pochi film di qualità disponibili e così pensammo che optare per il genere hard avrebbe riscosso più successo. Concentrammo tutte le nostre forze su questa scelta, anche se ad essere sinceri non ero molto soddisfatto dal punto di vista artistico. Perciò quando mi fu offerta la possibilità di dirigere film hard, pensai che forse potevo creare qualcosa di più sensato e artistico, abbinando il sesso esplicito ad una trama più convincente, creando dei prodotti validi. 



Ci racconti qualche aneddoto accaduto sui tuoi set a luci rosse?


SM. Sai, sono talmente tanti che a ricordarli tutti faccio fatica … Un episodio mi è rimasto particolarmente impresso perché forse, per la prima volta, sono stato un po’ maligno con un attore, e precisamente Roberto Malone, nel film “Il postino viene sempre due volte”. Accadde che dopo l’inizio delle riprese, al primo stop, Roberto mi si avvicinò e disse: “Quando faccio la mia scena hard?” e io risposi: “Ricordi che l’unico ruolo rimasto disponibile è quello del marito che non scopa mai con la moglie?”. E lui rispose: “Si, ma pensavo scherzassi, sai, sono molto su di giri e farei una grande scena”. Lo guardai molto seriamente e replicai: “Evidentemente non scherzavo. Mi spiace, ma purtroppo è così.” L’ultimo giorno di riprese decisi di accontentarlo e gli feci girare ciò che mi aveva chiesto, anche se poi la scena l'ho inserita in un altro film. Fu effettivamente come disse lui: ”una grande scena!”



Qual è il film porno più costoso che hai prodotto?


SM. Sicuramente “I Moschettieri del Re” che fu girato interamente all'interno di un castello in Ungheria. Costò molto per via degli ambienti, le comparse, gli effetti speciali e il cast con attori importanti. Naturalmente abbiamo approfittato dell’occasione per girare qualche sequenza extra, scene successivamente inserite in altri film. Cosa abbastanza usuale nel porno. 


Oltre a essere regista sei anche sceneggiatore. Hai cercato di essere originale o ti sei solamente limitato a realizzare remake porno, come ormai vuole la “vulgata hard”, ispirandoti alle grandi produzioni cinematografiche o ai classici?


SM. Nei miei film ho sempre cercato di privilegiare la narrazione e i dialoghi, coinvolgendo gli interpreti; le scene hard erano ovviamente prevedibili, comprese tutte le varie posizioni sessuali in esse ritualizzate. Ho sempre prediletto girare remake porno di film cult, inserendo ovviamente qualche modifica per evitare problemi legali.



Credi sia meglio il mondo del cinema porno o quello del cinema “tradizionale”?


SM. Ci sono molte leggende metropolitane legate al mondo del cinema porno. Nel mio piccolo ho capito che in molti casi il settore hard è meno insidioso del cinema “tradizionale”. Ho lavorato con attori e attrici molto seri e professionali, e forse meno altezzosi di quelli del cinema “tradizionale”. Per loro era ed è un lavoro normale, finito il quale rientrano a casa come qualsiasi altro onesto lavoratore.



Hai sempre lavorato con attrici bellissime, Samantha Fox, Laura Gemser, Michelle Ferrari, Milly D'Abbraccio… Conservi qualche ricordo particolare?


SM. Ricordo che Samantha Fox nel 1985 venne a Roma per girare “Warrior Queen” di Chuck Vincent, con Donald Pleasence e Sybil Danning, film che uscì nelle sale due anni dopo. A quel tempo era il mio primo film come segretario di produzione ed ero anche stato incaricato di accompagnare l'attrice dall'albergo al set e viceversa. Ogni sera, come di consuetudine, mi faceva sostare davanti ad una piccola chiesa, dove rimaneva per circa mezz’ora, per poi chiedermi di riportarla in albergo. Solo dopo mi confessò che era sua abitudine andare a messa tutte le sere. A fine riprese, prima di ripartire per gli Stati Uniti, mi regalò due foto con dedica, che ancora oggi conservo con cura. 

 

Credi ai miti del mondo hard?


SM. No, credo che spesso siano i mass media a creare dei miti, e a volte a distruggerli. Molti credono che Rocco Siffredi sia il mito più luminoso dell’hard, ma a mio parere, avendolo conosciuto nel privato, posso dire che Rocco è una persona affabile e sincera, ma non un “mito” come molti lo decantano. Probabilmente si diverte nell'interpretare il ruolo di “Divo del Porno”, ma in realtà si fa semplicemente i fatti suoi come molti altri.


Sei un uomo felicemente sposato con prole e nipoti. Come ha affrontato la famiglia le tue scelte professionali? Hai subito ostacoli da qualcuno?


SM. Sono orgoglioso della mia famiglia, ho due splendide figlie e quattro formidabili nipotini. Sia mia moglie che le mie figlie mi conoscono bene e mai hanno avuto da ridire sul mio lavoro, considerandolo alla stregua di tanti altri mestieri. Ostacoli assolutamente non ne ho avuti, forse perché nessuno ha mai saputo che facevo il regista di film per adulti fino all'ottobre del 1999, giorno in cui uscì un articolo sul quotidiano “La Stampa” inerente un mio film dal titolo: “Thighs wide shut”. Dopo quell'accaduto se ne parlò parecchio in paese, e il giorno dopo ebbi il giardino di casa pieno di curiosi e appassionati del settore. Ma fortunatamente, sia io che la mia famiglia, non abbiamo mai ricevuto commenti dispregiativi.



Hai mai avuto ripensamenti riguardo la tua carriera? E delusioni?


SM. Assolutamente mai avuto ripensamenti, sono orgoglioso di aver lavorato con serietà, correttezza, professionalità e le persone con le quali ho lavorato me lo hanno sempre dimostrato, confermato dal fatto che sono ancora in contatto con molti di loro. Conservo solamente una delusione: il comportamento scorretto di un paio di persone che hanno approfittato della mia pazienza e gentilezza, ma a questo provvederà sicuramente il Karma. 



C'è qualche esperienza artistica a cui sei particolarmente legato?  Se sì, per quale motivo?


SM. Sono legato a tutto quello che ho fatto, sia dal punto di vista artistico che tecnico, ma in particolare al primo film che ho scritto e diretto: “Whore’s heart-Cuore di puttana”. Ovviamente non ti nascondo che avrei preferito un budget più alto di quello avuto a disposizione, ma ringrazio ugualmente tantissimo il produttore che mi diede la possibilità di realizzare questa esperienza. 


Come vedi oggigiorno il mondo del cinema porno? Credi sia cambiato?


SM. Purtroppo, da qualche anno, le cose in questo mondo sono cambiate notevolmente. A parte la crisi economica, credo che quello che abbia influito negativamente è stata la diffusione sempre più massiccia dei siti internet dedicati al porno, dove è possibile visionare e scaricare gratuitamente il materiale. Altro problema è che molti si sono improvvisati in questo mestiere producendo dei lavori beceri, che nulla hanno a che fare con la “professionalità”. Tutto dunque è cambiato in peggio, sia dal punto di vista artistico che economico.



Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono imbattersi in questa “dura” professione?


SM. Consiglio solo una cosa: dovete pensarci bene e se decidete di tentare questa carriera, dovrete affrontarla SEMPRE con serietà, professionalità e correttezza.



Per finire, desideri ringraziare pubblicamente qualcuno?


SM. Certo! La prima persona che desidero ringraziare è il caro nonno materno che mi ha avvicinato fin da piccolo al mondo della settima arte. Poi sicuramente l'amico Joe D'Amato, che ha sempre creduto nelle mie capacità. Non posso dimenticare inoltre il produttore Claudio Parola, che mi ha permesso di realizzare i miei primi otto film e Michele della Top Line Video che mi ha dato la possibilità di girare senza mai interferire nelle mie scelte artistiche e tecniche. Ringrazio tutti con profondo affetto.



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Filmografia Steve Morelli

Steve Morelli con il premio miglior film per  La natura delle donne, 2010



Steve Morelli al Festival di Cannes con Luca Damiano, amici e mogli, 1976

Le affettuose dediche ricevute da Samantha Fox, 1984

Steve Morelli con Joe D'Amato al Mifed di Milano con alcuni amici, 1997

Steve Morelli attore nei panni di un serial killer per il film Dark Bar, 1988

La locandina del film Dark Bar, 1989

Steve Morelli sul set di Whore's heart-Cuore di Puttana  il suo primo film da regista, 1997

 Steve Morelli spiega la scena a Zenza Raggi e Nikki Anderson 
sul set de I Moschettieri del Re, 1999

Steve Morelli  incontra Marco Bellocchio in visita sul set de I Moschettieri del Re, 1999

Steve Morelli con Milly D'Abbraccio, 2000

Steve Morelli e qualche istante prima del fatidico "Ciak! Si gira!"

Steve Morelli sul set de La natura delle donne con Vittoria Risi e George, 2010

Denis Zanette a casa di Steve Morelli, 2022

Steve Morelli, 2008